Una vita in chilometri

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Carmen Artocchini è sempre stata, negli anni, una studiosa vicina alle istituzioni culturali cittadine, in particolare l'Archivio di Stato e la Biblioteca Passerini-Landi. Un aspetto che ci ha sempre colpito è stato il suo “passo”, un passo elegante e deciso, che iniziava nei corridoi degli uffici quando arrivava per consegnare puntualmente il giornale dei Cai “La baita”, fresco di stampa, e proseguiva nei corridoi. Carmen Artocchini è sempre stata una donna dal “passo allenato”. Del resto, nella sua lunga attività di insegnante e studiosa, ha davvero percorso in lungo e in largo la nostra provincia: chilometri di investigazioni sul campo, di raccolta di testimonianze, con un occhio ai documenti (negli archivi e nelle biblioteche), al paesaggio, ai segni e alle voci dell'uomo: chilometri poi “riversati” in centinaia di contributi, articoli, saggi, monografie, recensioni che, dal 1945 al 2016, hanno ricomposto variegati aspetti della storia di Piacenza e del suo territorio.

Sono molteplici gli aspetti che colpiscono scorrendo la corposa bibliografia dell'Artocchini. Anzitutto la continuità nel tempo: dal 1945 al 2016 sono settanta anni di attività, più o meno intensa, ma mai interrotta. E poi sicuramente il numero di titoli, 2176, e la vastità degli argomenti trattati. Le sue pubblicazioni sono conservate – oltreché alla Biblioteca comunale Passerini-Landi e all'Archivio di Stato di Piacenza - in molte biblioteche della provincia, anche a testimonianza di come la scrittrice piacentina abbia sempre dato attenzione a tutto il territorio provinciale. Al di là dei numeri colpisce anche e soprattutto l'amore dell'Artocchini per la sua terra e per ciò che la caratterizza, un amore che il lettore sente profondissimo nei suoi scritti.

Daniela Morsia