Il fondo Scotti Douglas di Fombio e di Sarmato

Il fondo Scotti Douglas di Fombio e di Sarmato è nato nella seconda metà del sec. XIX quando la contessa Isabella di Sarmato, sposando il conte Guglielmo di Fombio, ha fatto confluire il ramo di Sarmato in quello di Fombio, portando con sé, alla morte del padre Pietro nel 1863, anche l’archivio di famiglia, o almeno buona parte di esso.

Furono Laura e Giuseppe Feltrinelli, eredi della contessa Isabella Scotti Douglas di Fombio, a sottoscrivere la convenzione di deposito nel 1969. Una seconda convenzione venne sottoscritta da Vincenzo e Lamberto Repetti nel 1978, per documenti riguardanti i beni di Pradovera che sono venuti ad integrare l’archivio. Nella convenzione del 1969 si affermava esplicitamente: «L’archivio verrà consegnato nell’attuale stato di ordinamento e di conservazione che non consente un’esatta determinazione ed identificazione del materiale». Da allora e fino ad oggi il fondo non era mai stato analizzato nella sua complessità e nella sua interezza.
Costituito da 649 buste, 1355 tra registri e volumi e 895 pergamene e solo approssimativamente distinto tra i due rami della famiglia, il fondo è attualmente conservato presso l’Archivio di Stato di Piacenza, dopo che era stato collocato temporaneamente nella sede dell’Archivio Storico Comunale. I documenti coprono un arco cronologico che va dal sec. XIII (con documenti in copia dal sec. VIII) al sec. XX e sono solo parzialmente ordinati e inventariati. Sono suddivisi in dodici serie o partizioni, cui solo in alcuni casi corrispondono strumenti di corredo dalle caratteristiche non omogenee, che in parte descrivono effettivamente la situazione in cui si trovano i documenti e in parte possono contribuire solo alla comprensione di come l’archivio si è via via sedimentato. Il resto della documentazione è conservata in buste che, dietro l’apparenza ordinata, celano in realtà miscellanee che mescolano documenti di varie epoche e di varie provenienze, con la frequente commistione fra carte appartenenti ai due rami della famiglia Scotti Douglas. La consultazione del fondo risultava perciò molto difficoltosa.
Grazie al finanziamento della Fondazione di Piacenza e Vigevano è stato possibile attuare un progetto di intervento che, pur lungi dall’essere un effettivo riordino del fondo, consentisse almeno di stendere un filo, esile forse, ma sufficientemente robusto da poter essere una guida efficace per orientarsi tra le carte, agevolando il reperimento e la consultazione dei documenti. E’ stata operata una ricognizione analitica della documentazione con mappatura e controllo delle singole serie e partizioni in cui essa è suddivisa e dei corrispondenti mezzi di corredo per verificarne l’effettiva utilità. Sono stati redatti elenchi di consistenza per le parti che ne risultavano prive; indici ed indici topografici per le partizioni i cui Repertori non risultassero di facile uso e comprensione. La trama dei rimandi e dei riferimenti che si è così venuta intrecciando, tesse il filo di relazioni e di possibili nessi tra le carte che ci auguriamo possano essere valida premessa e stimolo per la ricerca e l’approfondimento.