Quante storie nella storia 2009

Locandina e rassegna stampa

Quante storie nella storia 2009Il tradizionale appuntamento annuale della durata di una settimana, denominato "Quante storie nella storia", è un'occasione per presentare e valorizzare le tante proposte didattiche che gli archivi dell’Emilia-Romagna, tra i più attivi sul piano nazionale, rivolgono alle scuole, per un modo nuovo e più stimolante di fare storia direttamente sui documenti.

Alle variegate proposte contenute in «Ma che storia è?» (il P.O.F. - Piano per l’offerta formativa 2008-2009 dell’Archivio di Stato) hanno aderito numerose realtà scolastiche piacentine. Insegnanti, studenti e archivisti giovedì pomeriggio discutono delle iniziative e dei laboratori finora svolti, dal Medioevo all’Età contemporanea, dalla scuola primaria all’Università.

Didattica in archivio: questo è il tema a cui questa Settimana è dedicata. Nel suo volume del 2000 “L’archivista sul confine” Isabella Zanni Rosiello fa il punto sul rapporto ormai consolidato fra la realtà degli archivi storici e quella scolastica. Non si tratta di fare semplicemente didattica della storia, a ciò pensano gli insegnanti stessi in prima battuta e gli autori di testi scolastici. Gli archivisti, e in genere gli operatori delle istituzioni culturali, propongono la didattica “negli archivi e degli archivi”, ovvero un approccio formativo all’interno degli istituti di conservazione a partire dai documenti originali che essi debbono valorizzare. Zanni Rosiello definisce giustamente gli Archivi di Stato come “luoghi-istituzioni di organizzazione culturale”, quindi proponendoli, in forza del loro patrimonio, come artefici di proposte culturali, formative e didattiche. Di più, gli archivi storici sono le sedi di un apprendimento reale, basato su fonti autentiche e palpabili; essi uniscono la materialità stessa dei luoghi (archivio al pari di biblioteca o museo) e dei propri beni culturali.

Fare didattica nel e dell’ archivio significa fornire ai ragazzi strumenti utili alla loro crescita. S’intende stimolare e coltivare in loro le competenze utili a muoversi criticamente e autonomamente negli studi e nel mondo più che raggiungere un obiettivo specifico di ricerca. D’altra parte si vuole avvicinarli ed educarli, per quanto possa essere occasione parziale e fugace, al patrimonio culturale.

Negli ultimi tempi il fare didattica ha acquistato uno spessore e un’ampiezza maggiori, tanto che la didattica degli archivi può andare a braccetto con quella dei musei e delle biblioteche: si può parlare anche di una didattica dei beni culturali al di là dei rispettivi settori.

Da alcuni anni l’Archivio di Stato di Piacenza dispone di un organico POF (Piano per l’Offerta Formativa) che gode di un lusinghiero consenso fra gli insegnanti delle scuole piacentine di ogni ordine e grado . La responsabile del settore didattico dell’Istituto Anna Riva, avvantaggiandosi della sua precedente esperienza di docente, ha elaborato una serie di proposte avvalendosi anche di collaborazioni esterne, la maggior parte delle quali riguarda laboratori consolidati con una sola novità sostanziale, il laboratorio “Nati e abbandonati. Storie di bambini” un percorso fra i documenti ottocenteschi del Brefotrofio di Piacenza.