Medioevo piacentino e altri studi

Locandina e rassegna stampa

Relazione introduttiva di Gian Paolo Bulla alla presentazione del volume in onore di Piero Castignoli

Penso che il volume che oggi presentiamo, così come il convegno tenutosi un anno fa, sia un bell’omaggio dedicato a un archivista, a un uomo di studi, a un funzionario pubblico; aspetti e ruoli che oggi, per molti intuibili motivi, è difficile coniugare. Affermazione quest’ultima che lo stesso Castignoli con l’energia e il sarcasmo che lo contraddistinguono commenderebbe.

Piero Castignoli, per mio tramite, ringrazia caldamente tutti per l’iniziativa e per il pensiero a lui rivolto. A questo proposito vorrei, fra i saluti già pervenuti (1), leggere parte della lettera pervenuta da Marzio Dall’Acqua ex Direttore dell’Archivio di Stato di Parma e ex Soprintendente Archivistico.

«Non ti so dire come vorrei essere con voi per festeggiare Piero, ma proprio quella sera devo essere a Roma… mi scuso di non poter essere presente, ma ti prego caldamente di abbracciare per me Piero, di salutarlo e di complimentarmi con lui e con tutti coloro che gli dimostrano l’affetto che merita e l’apprezzamento per le sue ricerche e per la sua attività di storico ben meritevoli, oltre ogni caducità che il tempo possa depositare su di essa. Piero è l’ultimo dei giganti dell’Archivio che ho conosciuto all’inizio della mia carriera, l’esponente di quella scuola emiliana nata da Cencetti e che aveva in Plessi, Valenti e Zanni Rosiello i più intelligenti protagonisti. E come un maestro mi piace ricordarlo e che tu glielo comunichi: un maestro anche ironico e fantasioso.».

A questo punto cosa dire di originale, oltre a quello che ho espresso nella breve introduzione a questo libro? Io personalmente – dopo una diversa parentesi di cinque anni dal 1995 al 2000 – ho ereditato, un po’ fortunosamente, il suo ufficio in virtù, devo dire, della perdita dell’attribuzione dirigenziale dell’istituto. Alla radice c’è proprio lui, Castignoli, che ebbe fiducia, quando entrai nell’Amministrazione, in me che non avevo alcuna credenziale se non quella di essere conosciuto da un suo fidato collaboratore. Dal 1985 al 1995 con lui crebbi in conoscenza e in mestiere, mi laureai, e mi avviai, per così dire, a una più che discreta carriera….A lui sono indubbiamente riconoscente e spero che le mie parole non suonino solo d’occasione, ma siano pronunciate e sentite per il trasporto e per la poca o tanta saggezza che contengono.

Non voglio parlare di Castignoli come uomo di studi, l’hanno fatto e lo fanno altri; posso parlarne, per i dieci anni in cui abbiamo lavorato insieme, come Direttore dell’Archivio. Capace, competente, determinato e pugnace quando occorreva. Era un direttore energico e possedeva un indubbio carisma, a causa del suo bagaglio culturale anzitutto, ma anche grazie ad una personalità spiccata e volitiva, come bene sanno coloro che lo conoscono: dietro la figura dello studioso si affaccia netta la realtà di un uomo vivacissimo, persino esuberante. Tutto bene quindi? Non tutto, non si può nasconderlo quando si voglia tracciare un profilo a tutto tondo. Castignoli non è qui, è assente per i problemi di salute che spesso l’hanno inibito, che come dicono gli psichiatri alterano anche i processi creativi e cognitivi fino a non riuscire “più a leggere nemmeno un titolo di giornale” (2). Quali e perché? Egli porta sulle spalle una brutta bestia, una sindrome che non bisogna temere di definire per quello che è: si chiama depressione primaria grave. Egli stesso dice che ciò l’accomuna a grandi personalità del passato e del presente, fra gli altri a Indro Montanelli, a Luca Canali, a Vittorio Gassman, ecc. Non se ne vergogna, questo no, cerca di conviverci da molto tempo e quando vi si sottrae ne esce in una vera e propria esplosione di energia e di entusiasmo, come se recuperasse il tempo perduto a guardarsi intorno sgomento. Io ed altri ritenevamo e speravamo che il pensionamento, lontano dalle preoccupazioni vieppiù accresciute della direzione, l’avrebbe agevolato negli studi e nella vita sociale, ma è stato così solo in parte purtroppo. Castignoli negli anni più recenti si è potuto dedicare, con il solito acume ed equilibrio, in modo assiduo solo a uno dei temi a lui più cari, quello dell’eterodossia religiosa o eresia che dir si voglia, pubblicando articoli e un volume nella Biblioteca Storica del Bollettino Storico Piacentino, il 25° che precede di quattro unità il presente a lui meritatamente dedicato. Dunque: complimenti e auguri Piero da tutti noi!

Note:

(1) Di Giuseppe Rabotti ora responsabile dell’Archivio Storico Arcivescovile di Ravenna, di Angela Bellardi direttore dell’AS Cremona, di Maurizio Savoja Soprintendente Archivistico per la Lombardia, di Pellegri e Farinelli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi.

(2) G. Cassano, Depressione, guarire si può e si deve: subito, in La Stampa.it, Benessere, 10 aprile 2006.