Archivio Gazzola di Settima

All'interno della cerimonia di consegna del premio "Piero Gazzola" 2014 per il restauro dei palazzi piacentini assegnato al Palazzo Douglas Scotti della Scala di San Giorgio, Gian Paolo Bulla ha presentato l'archivio Gazzola di Settima ora custodito presso l'Archivio di Stato di Piacenza.

Per un resoconto dell'iniziativa si legga anche l'articolo pubblicato su "Libertà" in data 11 novembre 2014 a firma di Anna Anselmi: Palazzo Scotti di San Giorgio: restauro da premio (per gentile concessione dell'editore PDF 170 KB)


Un palazzo, un archivio

Un omaggio a chi rende più bella la città, un premio a testimoniare mecenatismo e lustro degli odierni dimoranti per il restauro di un immobile storico, uno dei tanti palazzi costruiti nella Piacenza ducale. Questa la premessa e, come sempre o quasi, ecco che spuntano le carte d’archivio della famiglia proprietaria o di un’altra ad essa succeduta, le quali si dimostrano per l’ennesima volta uno dei puntelli per confermare il decoro (una volta si sarebbe detto la “polizia”) e per agevolare lo stesso restauro conservativo. Nel caso del palazzo Scotti della Scala di San Giorgio di Via Verdi 42 si tratta di un archivio, o meglio di un complesso documentario, ancora poco conosciuto che proprietari e detentori, uniti dallo stesso zelo, hanno voluto di recente valorizzare e concedere all’indagine degli studiosi. Prima fu, quasi in anteprima e non poteva essere diversamente, Anna Coccioli Mastroviti grande esperta dell’architettura gentilizia piacentina che qui ha potuto avvalersi dei disegni commissionati dagli Scotti della Scala.

Il coinvolgimento dell’Archivio di Stato prende le mosse dal bel castelletto di Cerreto (o Cereto) Landi nel Comune di Carpaneto Piacentino dove, affidato alle cure di Carlo Gustavo di Gropello e di Clara Gazzola di Settima, si trovava l’archivio dei conti Gazzola di Settima appartenente ai fratelli Leonardo, Filippo e Matteo Gazzola e notificato, per il suo interesse storico, nel 1986 al conte Agostino Gazzola. Come succede spesso, se non ogni volta, gli atti patrimoniali ivi contenuti provengono da diverse famiglie, per diverse congiunture unitesi nel sangue e negli interessi. In tal modo, nelle carte di Cerreto si riconoscono almeno quattro consistenti nuclei documentari: dei Gazzola, dei novaresi Giacometti (ai quali si riferisce il bel palazzo di Via Scalabrini 7), dei pavesi Negri della Torre, infine dei Douglas Scotti della Scala di San Giorgio. Il Castello landiano di Cerreto passò ai Gazzola conti di Settima proprio dai Giacometti, tramite il matrimonio di Antonietta con Guido Gazzola, nel 1808. E il palazzo urbano di Via Verdi oggetto del premio (curiosamente intitolato a un altro Gazzola) entrò, assieme alla Rocca di San Giorgio, nel possesso dei Gazzola più tardi provenendo da Maria Negri della Torre (figlia di una Scotti) coniugatasi con Guido nel 1889.

Il desiderio di conservare a futura memoria e di riordinare tutto l’archivio di Cerreto incontrò subito la disponibilità dell’Archivio di Stato di Piacenza e l’interesse della Soprintendenza Archivistica per l’Emilia-Romagna che, una volta portato a termine un attendibile elenco di consistenza, sancirà il deposito presso l’istituto di Palazzo Farnese. Da notare che assieme alla documentazione, raccolta per il trasporto in 77 scatoloni, si sono presi in consegna pure i cinque armadi lignei che la contenevano. Il tutto seguendo la feconda consuetudine che lega apertamente l’Archivio di Stato non solo ai cultori di storia e alle istituzioni pubbliche produttrici di archivi, ma anche ai possessori degli archivi privati, eredi delle dinastie piacentine più accreditate.

Peculiare è la nutrita presenza nell’Archivio piacentino di archivi privati gentilizi frutto di depositi e donazioni. Si possono citare quelli degli Scotti Douglas (sec. XII-XIX) nei rami di Fombio, di Sarmato e di Vigoleno (in tutto 2.600 pezzi cartacei e numerose pergamene), degli Anguissola di Vigolzone (1224-1960), dei Barattieri di S. Pietro in Cerro (1292-sec. XIX), Mandelli (1110-1868), Radini Tedeschi Baldini (1400-sec. XIX), Salvatico (1257-1880), Nasalli Rocca (1301-sec. XX), Nicelli di Guardamiglio e di Montechino (1378-1874), Casati Rollieri (1057-1840), Pallastrelli (1162-1955) ecc. Con il contributo di partner tra cui spiccala Fondazione di Piacenza e Vigevano, si persegue da anni il loro definitivo riordinamento.

Gian Paolo Bulla, direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza
Lunedì 10 Novembre 2014