Varsi: gli Estimi rurali farnesiani

Il fondo Estimi farnesiani civili e rurali è costituito da denunce e rilevazioni delle persone e dei beni mobili e immobili, raccolte in occasione di tre estimi effettuati negli anni 1558, 1576, 1647 e si inseriscono nella riforma fiscale voluta da Pier Luigi Farnese che, già nel 1546, un anno dopo il suo insediamento nel Ducato di Parma e Piacenza, cercava di superare l’ormai vecchio sistema fiscale visconteo, istituendo il nuovo Compartito dell’estimo. Si contano 467 buste tra Estimi rurali (389) e Estimi civili (78), a cui si aggiungono 80 pezzi dell’Estimo mercantile (sec. XVI-XVIII)

Oltre a costituire una fonte primaria per lo studio della fiscalità in epoca farnesiana, è indispensabile per chiunque voglia approfondire la toponomastica, la storia agraria o la demografia del territorio del Ducato: di ogni villa, infatti, venivano censiti tutti i fuochi e oltre agli uomini, gli animali, le piante e le colture.

Dal 2009 gli estimi sono oggetto di studio non solo per il loro contenuto – le autodenunce fiscali – ma anche per le coperte dei registri che hanno svelato una vera e propria biblioteca perduta; molte legature, infatti, sono costituite da frammenti di manoscritti latini dal IX al XV secolo.

Lo smembramento di codici e il loro utilizzo come coperte sono fenomeni che diventano particolarmente significativi nel corso del XVI secolo sia per l’alto costo delle legature e della pergamena sia per la sempre maggiore diffusione del libro a stampa. L’abitudine di smembrare e riciclare codici non più utilizzati diventa regola costante e generale, così da comportare la distruzione di intere biblioteche e la probabile connessione tra commercianti di carta, rilegatori, professionisti per il riuso dei frammenti. Il territorio piacentino non sfugge a questo fenomeno, che diventa prassi dalla seconda metà del Cinquecento.

Negli Estimi farnesiani (rurali e civili) su 2.677 pezzi tra filze e registri 995 (ovvero il 37% del totale) presentano frammenti di codice nella legatura. Diversa la situazione degli Estimi mercantili, i cui 80 pezzi contengono solo quattro fogli di manoscritti nella legatura. Sui frammenti è attualmente in corso la catalogazione e la riproduzione digitale.