I tesori nascosti di Piacenza

Classe 3° G “Scuola Italo Calvino” Piacenza sede Don Milani
Docente: Roberta Molinari
Riprese e montaggio a cura di Michele Mochi

Il video è scaricabile alla pagina https://youtu.be/oTEAw-Tjo5E

L’idea del lavoro e soprattutto la realizzazione del prodotto finale, sono nate in itinere. Il percorso è stato di durata biennale. Il tutto è partito dall’adesione al percorso proposto dall’Archivio di Stato dal titolo: “Fatti non foste a viver come bruti” che ci ha permesso di iniziare la conoscenza delle origini della nostra lingua mentre la visita alla mostra su Napoleone a Piacenza presso la Biblioteca Passerini Landi è stato il collegamento per dare l’avvio ad un “ giornale storico” ambientato in epoca napoleonica, attraverso la costituzione di redazioni che interessavano varie tematiche. Il punto di partenza è stato un “falso storico”, cioè l’invenzione di una data e di un fatto che permettessero, ai giornalisti degli inizi dell’800, la scoperta del “Frammento piacentino”, documento realmente esistente presso l’archivio della Basilica di Sant’Antonino. L’ipotetico ritrovamento del documento nel periodo napoleonico avrebbe dovuto costituire la notizia di punta del giornale attorno alla quale avrebbero dovuto ruotare notizie di carattere storico, di costume, di economia e politica del tempo imbastite dalle redazioni. Così è stato per un certo punto, poi ci siamo imbattuti nel problema: a quell’epoca non sarebbe stato possibile il ritrovamento del frammento poiché l’archivio capitolare non era accessibile. Ecco che allora è nata l’idea di realizzare non più un giornale ma un video che ha trasformato le redazioni in gruppi di cronisti “sul campo”, pronti a spiegare alcune delle tante bellezze che caratterizzano Piacenza non accessibili sempre a tutti. La prima redazione si è occupata di analizzare i documenti presso l’archivio di Stato; la seconda quelli presso l’archivio capitolare della Basilica di Sant’Antonino; la terza ha ripercorso la storia della ex Caserma Cantore e della ex Basilica di Sant’Agostino; la quarta ha ricostruito la storia della costituzione dell’Ospedale grande, del monastero olivetano, della Sala Colonne, dell’Imago pietatis. Successivamente vi è stato il grande lavoro di analisi di tutti i video e la scelta di alcuni che hanno portato al prodotto finale. Il tutto non sarebbe stato possibile senza la disponibilità, la pazienza e la collaborazione dell’Archivista Arianna Bonè, del Direttore dell’Archivio di Stato Gian Paolo Bulla, della dottoressa Martina Croci dell’ufficio comunicazione e marketing dell’Ausl di Piacenza, della dottoressa De Micheli.