Bollettino storico piacentino. Notiziario dall'Archivio di Stato

BSP 2/2018

Dall'Archivio di Stato

Un Centenario lungo 4-5 anni

L’istituto ha compiuto un ragguardevole sforzo nella ricorrenza della Prima Guerra Mondiale promuovendo iniziative e laboratori o partecipando in modo qualificato alle numerose manifestazioni che enti e associazioni hanno messo in campo. Solo negli ultimi mesi si può citare l’edizione, che ha riscosso un grande interesse, del racconto a fumetti Giovanni Gagliardi: una vita spiata realizzato assieme alle classi III Sc. C e V Sc. A del Liceo Gioia, dedicato alla vita di Giovanni Gagliardi pacifista e musicista di Castelvetro Piacentino (1882-1964). Il volume parte da una ricerca negli archivi, compreso l’Archivio Centrale dello Stato, e si avvale della collaborazione della famiglia
Gagliardi, della Fondazione di Piacenza e Vigevano, degli Amici del Bollettino Storico Piacentino e del Comune di Castelvetro. Fra le ultime partecipazioni la presentazione il 3 novembre u.s. a Gropparello di Pietre nella rete, un nuovo format virtuale per i caduti emiliano-romagnoli della Prima Guerra Mondiale, e di Diamo un volto ai caduti piacentini, la consolidata banca dati dell’Archivio di Stato sul Web che riporta i dati delle migliaia di morti piacentini e pubblica più di mille immagini dei loro volti. Infine, il 5 novembre si è inaugurata presso l’istituto In fuga dalla guerra. I profughi della Grande Guerra in Emilia Romagna. La realtà piacentina (5 novembre-20 dicembre 2018), una mostra didattica a cura dell’Isrec (Istituto di Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea) di Piacenza che racconta con testi e immagini l’odissea dei profughi civili dopo la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 nelle otto province dell’Emilia-Romagna. Il bilancio del Centenario è molto lusinghiero grazie ai laboratori avviati con le scuole e al proficuo rapporto stretto con ricercatori e appassionati che si sono prodigati nel mantenere viva la memoria di quegli anni tribolati. (Gian Paolo Bulla)

Didattica fortissimamente didattica

A ribadire la centralità assunta dalla didattica in Archivio sono le adesioni delle classi al Piano dell’Offerta Formativa e la richiesta di collaborazione e consulenza che viene dagli insegnanti interessati a intraprendere il complesso percorso di avvicinamento e di impiego delle fonti documentarie. In concomitanza con l’uscita della graphic novel dedicata a Gagliardi è stato stampato Incidere un bubbone, un volumetto con incisioni originali realizzate dagli studenti della IV AF del Liceo Artistico Cassinari, suggerito dall’analisi dei documenti della Congregazione di Sanità relativi alla peste del 1632. Un altro bel risultato è stato colto con la partecipazione al nuovo allestimento, accessibile anche a persone con disabilità, di due sale dei Musei Civici dedicate alla scultura medioevale.
Il percorso storico-artistico inclusivo, denominato Quando le pietre raccontano. Piacenza nel Medioevo: una città da vedere, da ascoltare e da toccare, promosso dal Liceo Gioia e dai Musei di Palazzo Farnese, è stato premiato al concorso Io amo i beni culturali promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Come non segnalare poi i progetti di alternanza scuola-lavoro, esperienza introdotta con la Legge 107/2015 (la cd. Buona Scuola), volti ad avvicinare gli studenti allo studio e alla selezione delle fonti storiche secondo una corretta metodologia scientifica. Sono tre e precisamente: Sei la mia città, sul materiale cartografico dei secoli XVIII-XX relativo all’evoluzione della forma della città di Piacenza; Storia e storie dell’Ospedale Militare di Piacenza nella Seconda Guerra Mondiale, su documenti del nucleo Ospedale Morigi: prigionieri di guerra del fondo Ospedale Militare di Piacenza; Adotta un notaio, l’analisi di alcuni protocolli notarili dei secoli XIV e XV con particolare attenzione alla fattura dei registri e alle legature originali. Quest’ultimo nasce dalla ricerca, ancora in atto, illustrata nella mostra e nella Giornata di studi In signo notarii del 24 settembre 2016, i cui atti sono usciti nel primo fascicolo 2018 di questo «Bollettino» in coedizione con il Centro studi Notariorum Itinera che fa capo all’Università degli Studi di Genova. (Gian Paolo Bulla).