Piero Castignoli ricordato da Alberto Spigaroli

SpigaroliE' molto difficile con una breve sintesi delineare in tutti i suoi aspetti la complessa personalità di Piero Castignoli, uno dei più insigni esponenti dell'intellettualità piacentina, particolarmente apprezzato per le sue doti morali ed umane, la sua ben radicata fede cristiana, la sua vasta cultura, la grande professionalità e l'importanza dei suoi studi delle vicende della storia medievale e rinascimentale di Piacenza (con pubblicazione di saggi molto validi sotto il profilo scientifico), per l'attività svolta nel campo politico come dirigente della Democrazia Cristiana ed infine per il prezioso contributo dato per il recupero del complesso farnesiano visconteo.

Forse, in buona parte, sono riuscite a svolgere questo difficile compito la giornata di studi a lui dedicata, organizzata dal dott. Bulla suo successore, il 16 maggio 2007 e la successiva presentazione degli atti di questa giornata, due convegni che hanno visto una folta partecipazione di pubblico.

Il dott. Bulla con il suo intervento ha messo in rilievo gli ottimi risultati che, con il suo ammirevole impegno, Piero Castignoli ha saputo raggiungere facendo diventare l'Archivio di Stato di Piacenza uno dei migliori d'Italia ed ha messo in rilievo la sua professionalità, molto apprezzata anche da parte delle alte sfere del suo Ministero, con cui per circa quarant'anni l'ha diretto.

Da parte mia verrà soprattutto ricordato il prezioso contributo che egli ha dato per il funzionamento dell'Ente per il restauro e l'utilizzazione di Palazzo Farnese e per il conseguimento di risultati positivi. Fin dalle sue origini fece parte della Giunta Esecutiva ricoprendo con grande diligenza il duplice incarico di Segretario e di Tesoriere. Per lunghi anni ospitò le riunioni della Giunta e dell'Assemblea generale dei soci nei locali dell'Archivio di Stato, poiché l'Ente non disponeva di una sede.

Nell'ambito dell'impegno per il recupero del Palazzo nella sua completezza, Piero Castignoli in modo particolare si è preoccupato di ottenere l'assegnazione dei locali del secondo piano e dell'esecuzione del loro restauro per sistemare in essi la nuova sede dell'Archivio di Stato. Ed una volta raggiunto questo traguardo dell'assegnazione dei locali ha ottenuto dalla Direzione Generale degli Archivi i finanziamenti necessari per dotarli degli strumenti, degli arredi e della struttura al fine di rendere l'Archivio nel migliore dei modi funzionale. E tra questi finanziamenti merita di essere particolarmente ricordato quello ottenuto dalla stessa Direzione Generale, presso cui godeva giustamente di una grande stima i 300 milioni necessari per la costruzione nel cavedio verso est del grande ascensore e della stupenda scala di ferro che dal piano rialzato portano al secondo piano, e quindi all'Archivio di Stato.

Pertanto il riconoscimento che gli viene oggi attribuito con l’intitolazione di una sala dell’Archivio di Stato al suo nome è sicuramente ben meritata.